La psicoterapia cognitivo-comportamentale si sviluppa a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, differenziandosi dagli altri approcci terapeutici per la sua solida base sperimentale, che ha permesso di verificare la validità e l’efficacia degli interventi proposti.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale si avvale infatti di tecniche terapeutiche elaborate tramite metodologia scientifica di ricerca.

Tali tecniche sono volte alla risoluzione della sintomatologia patologica, tanto quanto al trattamento di un più blando stato di malessere e disagio.
Il nucleo centrale della terapia si concentra sulla modificazione dei comportamenti, pensieri ed emozioni disfunzionali e prevede una costante raccolta di dati e verifica di ipotesi, in modo tale che gli interventi siano strutturati con precisione e siano mirati alla risoluzione del quadro patologico e all’incremento del benessere generale dell’individuo.
La durata limitata nel tempo del trattamento fa rientrare l’approccio cognitivo-comportamentale all’interno delle terapie brevi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riconosciuto la psicoterapia cognitivo-comportamentale come terapia consolidata, cioè particolarmente efficace per la maggior parte dei disturbi emozionali e comportamentali.