La seguente trattazione dei Disturbi Sessuali riprende a grande linee e in modo del tutto riassuntivo la sintomatologia descritta nel DSM-IV-TR (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth American Psychiatric Association, 2000. Edition, Text Revision.Edizione Italiana: Masson, Milano) che è un sistema nosografico per i disturbi mentali utilizzato per la diagnosi clinica e per la ricerca scientifica da psichiatri e psicologi di tutto il mondo.
La descrizioni che seguono danno indicazioni di massima sia sui disturbi che sul trattamento. Diagnosi e terapia fanno parte di un lavoro psicoterapeutico da sviluppare in sede adeguata.

DISTURBI SESSUALI

I Disturbi Sessuali si suddividono in varie categorie: Disturbi dell’Identità di Genere (riguardano l’identificazione con il sesso opposto);  Parafilie (fantasie o comportamenti sessuali che riguardano il dolore inflitto senza il consenso del partner, oggetti inanimati, bambini); Disfunzioni Sessuali (disturbi relativi alle varie fasi dell’attività sessuale). Verranno qui trattati i disturbi per i quali più frequentemente si ricorre ad una psicoterapia.

DISFUNZIONI SESSUALI

DISTURBO MASCHILE DELL’EREZIONE

Il Disturbo Maschile dell’Erezione consiste nella impossibilità di raggiungere o mantenere l’erezione nonostante l’eccitazione sessuale sottostante. Il disturbo può avere varie cause ed è importante fare una diagnosi differenziale accurata per escludere implicazioni di tipo puramente organico o farmacologico. La mancata o solo parziale erezione può essere anche dovuta a condizioni psicopatologiche che la favoriscono, come un quadro depressivo. Importante è quindi comprendere la causa primaria tramite il colloquio clinico, eventualmente svolgere accertamenti medici e successivamente impostare il trattamento. Le cause psicologiche del disturbo sono da ricercarsi frequentemente nell’ansia da prestazione, nella  incapacità di lasciarsi andare e perdere il controllo, nella scarsità di stimoli sessuali eccitanti per il soggetto, nella eccessiva distraibilità e mancanza di concentrazione sugli stimoli corporei ed infine nello stress.

DISTURBO DELL’ORGASMO MASCHILE

 Il Disturbo dell’Orgasmo Maschile è caratterizzato dal ritardo o dalla assenza dell’eiaculazione dopo una normale fase di eccitazione sessuale. In genere tale disturbo è presente solo durante il coito ma non in altri tipi di stimolazione. Come nel Disturbo da Erezione, è importante svolgere un’accurata diagnosi differenziale con opportuni accertamenti anche medici al fine di escludere eventuali componenti di tipo organico. Le cause psicologiche più frequenti di questo disturbo sono di tipo traumatico, educativo (educazione familiare rigida in campo sessuale o religioso) o relazionale (rapporto poco sereno o ambivalente verso la partner).

 TRATTAMENTO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

Da un punto di vista cognitivo si prendono in considerazioni eventuali concezioni disfunzionali sul disturbo e su se stessi, mentre da un punto di vista comportamentale si fanno eseguire particolari esercizi (ad es, la focalizzazione sensoriale) per agire in modo mirato e concreto sul sintomo. Vengono inoltre presi in esame i tratti di personalità che possono interagire negativamente con la prestazione, l’ansia, i vissuti emotivi e cognitivi legati alla sessualità e il livello di autostima.

 EIACULAZIONE PRECOCE

 Questa disfunzione sessuale prevede l’eiaculazione dopo una stimolazione  di breve durata, poco prima o poco dopo la penetrazione. In fase diagnostica devono essere esclusi eventuali problemi organici (traumi al sistema nervoso simpatico, prostatite, uretrite, fratture pelviche) e problemi di  astinenza da farmaci, quali narcotici o antipsicotici. Cause non mediche possono essere: inabilità nel controllo della eiaculazione dovuta a scarsa esperienza, maggior sensibilità alla stimolazione, elevato coinvolgimento emotivo che non permette il controllo del processo eiaculatorio, stato ansioso (l’ansia attiva il sistema ortosimpatico che è deputato alla fase eiaculatoria) e spesso scarsa frequenza di rapporti sessuali.

 TRATTAMENTO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

 Per il trattamento di questo disturbo si utilizzano tecniche comportamentali studiate appositamente per far acquisire all’uomo un maggior controllo . Possono essere somministrati anche farmaci che ritardano la eiaculazione (antidepressivi), che vengono poi gradualmente sospesi non appena il soggetto apprende un maggiore controllo.

 DISTURBO DELL’ORGASMO FEMMINILE

 Il Disturbo dell’Orgasmo Femminile è caratterizzato dal ritardo o assenza dell’orgasmo dopo una normale fase di eccitazione. Come per le disfunzioni maschili è importante accertare che l’anorgasmia non dipenda da particolari condizioni organiche o dall’assunzione di farmaci o da quadri psicopatologici di cui è effetto secondario, come la sindrome depressiva. Le più comuni cause psicologiche sono: l’incapacità di perdere il controllo e di lasciarsi andare con conseguente rilassamento, una scarsa conoscenza del funzionamento sessuale del proprio corpo, traumi, un rapporto problematico con il partner e ansia da prestazione.

 TRATTAMENTO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

 La terapia si incentra sull’esplorazione del corpo e sull’acquisizione della capacità di perdere il controllo sul riflesso orgasmico tramite esercizi appositamente studiati e spesso condivisi con il partner. Da un punto di vista cognitivo il trattamento si snoda sul dissolvimento delle credenze disfunzionali circa la sessualità o la propria persona.

 VAGINISMO

 Il Vaginismo è caratterizzato da uno spasmo involontario della muscolatura vaginale, non dovuto a  cause organiche o difetti anatomici (da valutare prima di iniziare la psicoterapia del disturbo), ma causato o dal timore di sentire dolore durante la penetrazione o dal timore della penetrazione in sé. Lo spasmo vaginale impedisce l’accesso del pene e provoca dolore durante il tentativo di penetrazione. Tale condizione rende frustrante e problematico il rapporto di coppia. Le cause psicologiche del disturbo possono essere di tipo traumatico, educativo (educazione rigida sulle tematiche della sessualità), fobico (paura della gravidanza).

 TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE DEL VAGINISMO

 La terapia comportamentale consiste nell’applicazione della tecnica dell’esposizione graduata alla penetrazione, in modo tale che venga decondizionato lo spasmo vaginale. La terapia cognitiva tratta le componenti psicologiche che hanno contribuito all’instaurarsi del disturbo, quindi eventuali traumi, tematiche legate al controllo e aspetti relazionali.

DISPAREUNIA

 La Dispareunia è un persistente dolore genitale durante o dopo il rapporto sessuale. In fase diagnostica occorre escludere eventuali cause fisiche (papilloma virus, infezione da candida, scarsa lubrificazione, endometriosi ecc) o l’azione sulla zona di alcuni farmaci. Il disturbo è frequentemente associato ad una sintomatologia ansiosa, che causa una maggiore contrazione del tono muscolare vaginale.

 TRATTAMENTO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

 Il trattamento della Dispareunia prevede tecniche per la gestione dell’ansia e tecniche di rilassamento, oltre alla ristrutturazione cognitiva di eventuali distorsioni di pensiero sulla sessualità.

 DISTURBO DELLA ECCITAZIONE SESSUALE FEMMINILE

 Tale disturbo è caratterizzato dalla impossibilità di raggiungere o mantenere l’eccitazione sessuale fino al completamento del rapporto. Occorre escludere che la disfunzione non sia dovuta a problemi fisici (carenza di testosterone ed estrogeni, ipotonicità dei muscoli pubo-coccigei) o all’effetto di droghe e non sia secondaria ad una problematica di tipo depressivo. Spesso la mancata eccitazione sessuale è dovuta a fobie legate al sesso o ad una scarsa complicità di coppia.

 TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

 La terapia prevede esercizi migliorativi del tono muscolare nella zona pubica e coccigea, accompagnati da tecniche per la risoluzione degli eventuali aspetti fobici e da un trattamento cognitivo che mira a risolvere inibizioni e concettualizzazioni disfunzionali sulla sessualità. Possono anche essere somministrati estrogeni che aumentano le possibilità eccitative nella donna.

 DISTURBO DA DESIDERIO DA AVVERSIONE SESSUALE

 Chi è affetto da questo disturbo prova un senso di avversione nei confronti dell’attività sessuale e conseguentemente ne evita l’attuazione. L’avversione può riguardare il rapporto sessuale nella sua globalità o solo elementi specifici dello stesso, come la penetrazione, le secrezioni, l’eccitazione e così via. Questo disturbo è spesso associato al Disturbo da Desiderio Ipoattivo e ai Disturbi dell’Eccitamento ed Orgasmo. Le cause possono essere ricercate in esperienze traumatiche, nell’educazione religiosa troppo rigida, nell’identità di genere non ben delineata nella consapevolezza del soggetto.

 TRATTAMENTO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

 Il disturbo viene trattato come vengono trattate le fobie con evitamento della situazione fobica, ossia con graduale esposizione alla situazione temuta. Si parte da contingenze ansiogene di basso livello e lo si aumenta con elementi sempre più impegnativi da affrontare. Si lavora inoltre sugli aspetti di personalità, esperienziali e cognitivi che hanno generato o mantengono il disturbo e sul rapporto con la propria fisicità.

DISTURBO DA DESIDERIO IPOATTIVO

 Nel Disturbo da Desiderio Ipoattivo il soggetto ha uno scarso desiderio sessuale, da distinguere da una diminuita libido dovuta all’assunzione di farmaci o droghe, a bassi livelli ormonali o alla sintomatologia depressiva. Possibili cause del disturbo riguardano le seguenti condizioni: condizionamenti e apprendimenti con valenza negativa nei confronti del sesso, problematiche relative alla coppia, negazione dell’omosessualità e scelta quindi del partner di sesso opposto, fobie sessuali, lutto non risolto relativo alla precedente partner, stress e affaticamento psicofisico.

 TRATTAMENTO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

La terapia sia cognitiva che comportamentale dipende dalle problematiche generali presentate dal paziente che causano o mantengono il disturbo e che vengono trattate tramite specifiche tecniche cognitive volte a modificare eventuali convinzioni disfunzionali ed esercizi comportamentali da svolgere con la partner.