La seguente trattazione dei Disturbi dell’Alimentazione riprende a grande linee e in modo del tutto riassuntivo la sintomatologia descritta nel DSM-IV-TR (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth American Psychiatric Association, 2000. Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano) che è un sistema nosografico per i disturbi mentali utilizzato per la diagnosi clinica e per la ricerca scientifica da psichiatri e psicologi di tutto il mondo.
La descrizioni che seguono danno indicazioni di massima sia sui disturbi che sul trattamento. Diagnosi e terapia fanno parte di un lavoro psicoterapeutico da sviluppare in sede adeguata.

DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE
ANORESSIA NERVOSA
L’Anoressia Nervosa si manifesta innanzitutto con il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al minimo rispetto alla norma per età e altezza e con la relativa paura di ingrassare anche se in stato di evidente sottopeso. Quest’ultimo viene spesso negato dal soggetto, la cui alterazione della percezione del corpo lo porta a pensare di non essere mai sufficientemente magro. L’autostima gravita attorno alla magrezza e in genere vi è un più o meno completo rifiuto di ammettere la gravità del disturbo.
Le femmine entrano tipicamente in uno stato di amenorrea, ossia scompare il ciclo mestruale.
L’Anoressia può accompagnarsi ad abbuffate con o senza vomito autoindotto o abuso di lassativi e diuretici.

TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE DELLA ANORESSIA NERVOSA

Il trattamento della Anoressia Nervosa e più in generale dei disturbi alimentari, prevede la cooperazione di più specialisti: l’endocrinologo, il nutrizionista, lo psicoterapeuta e lo psichiatra.
In una prima fase ci si occupa di normalizzare il peso e di abbandonare comportamenti di eccessivo controllo dello stesso. In seconda battuta si lavora per migliorare l’immagine corporea, i rapporti con il prossimo, il senso di autostima e di autoefficacia. La terza fase prevede la prevenzione delle ricadute e il mantenimento dello stato raggiunto dalla paziente. Durante la terapia vengono utilizzate strategie terapeutiche come il problem solving, la ristrutturazione delle idee disfunzionali sul proprio sé, il diario alimentare e strategie di tipo alimentare.
In base alla gravità della condizione del paziente, la terapia è svolta in concomitanza al ricovero ospedaliero se la struttura sanitaria lo prevede, oppure dopo il ritorno a casa.

BULIMIA NERVOSA

La Bulimia Nervosa è caratterizzata da frequenti abbuffate ossia dall’assunzione, in uno specifico intervallo temporale, di una quantità di cibo superiore a quella che in genere le persone assumono nello stesso periodo di tempo. Le abbuffate sono accompagnate dal senso di perdita totale del controllo del comportamento alimentare e devono verificarsi in media almeno due volte alla settimana per essere diagnosticate come tali.
Il senso di autostima viene fatto ruotare come nell’Anoressia attorno al peso e alle forme del corpo. Sono presenti comportamenti preventivi rispetto all’aumento del peso, quali i comportamenti espulsivi: vomito autoindotto, abuso di lassativi e di diuretici, oppure altri comportamenti compensatori come il digiuno e l’esagerato esercizio fisico.

TRATTAMENTO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE DELLA BULIMIA NERVOSA

La terapia della Bulimia verte inizialmente sulla psicoeducazione e sulla riduzione delle abbuffate tramite la regolarizzazione dei pasti (qualità e quantità dell’alimentazione) e tecniche di gestione e controllo dell’impulso verso il cibo. Si riduce poi l’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee e si procede verso il mantenimento dei risultati ottenuti e la prevenire le ricadute.

DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (DAI)
(Binge Eating Disorder, BED)

Il Binge Eating Disorder (BED) è stato descritto in epoche piuttosto recenti (1992), tanto che nel DSM IV non viene ancora riconosciuto da un punto di vista nosografico come patologia a se stante ma ne sono stati descritti i criteri diagnostici nella categoria dei disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati.
Il BED è caratterizzato da abbuffate, in cui sono presenti almeno tre dei seguenti elementi:

  • mangiare molto più rapidamente rispetto alla norma
  • mangiare fino a sentirsi fastidiosamente sazio
  • assumere grandi quantità di cibo anche in assenza dello stimolo della fame
  • mangiare in solitudine a causa dell’imbarazzo che provocherebbe tale comportamento se reso pubblico o noto ai familiari
  • provare disgusto per se stessi, o senso di colpa e vissuti depressivi per aver mangiato troppo.

Nel BED non ci sono comportamenti compensatori come invece avviene nella anoressia nervosa e nella bulimia. Il soggetto quindi non cerca di eliminare il cibo in alcun modo e per questa ragione tale disturbo è presente in buona parte in soggetti obesi.

Il trattamento del BED è in gran parte sovrapponibile a quello della bulimia.

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