La seguente trattazione riprende a grande linee e in modo del tutto riassuntivo la sintomatologia descritta nel DSM-IV-TR (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth American Psychiatric Association, 2000. Edition, Text Revision.Edizione Italiana: Masson, Milano) che è un sistema nosografico per i disturbi mentali utilizzato per la diagnosi clinica e per la ricerca scientifica da psichiatri e psicologi di tutto il mondo.
La descrizioni che seguono danno indicazioni di massima sia sui disturbi che sul trattamento. Diagnosi e terapia fanno parte di un lavoro psicoterapeutico da sviluppare in sede adeguata.

DISTURBI DEL TONO DELL’UMORE

L’umore è la connotazione emotiva che permea la percezione che noi abbiamo di noi stessi e del mondo.
I principali disturbi del tono dell’umore sono: disturbo depressivo maggiore, disturbo distimico, disturbo bipolare I, disturbo bipolare II, disturbo ciclotimico.

DISTURBO DEPRESSIVO MAGGIORE

Per la diagnosi di Disturbo Depressivo Maggiore il soggetto deve presentare umore depresso per gran parte della giornata o una sensibile diminuzione dell’interesse per attività prima apprezzate per un periodo di due settimane e tale stato evidenzia un cambiamento nel precedente funzionamento individuale. Altri sintomi di seguito descritti accompagnano la sintomatologia principale combinandosi tra loro in modo del tutto soggettivo. La diagnosi prevede un numero minimo di 5 sintomi.
Può esserci sia incremento che perdita di peso dovute alla scomparsa o aumento dell’appetito. Anche il sonno può aumentare o diminuire a seconda dei casi. Il soggetto può inoltre apparire agitato o al contrario rallentato da un punto di vista psicomotorio e può sentirsi affaticato e senza energia per la maggior parte del tempo.
Generalmente lo stato depressivo si accompagna a sentimenti si autosvalutazione o a sensi di colpa eccessivi o irrazionali. Il soggetto può inoltre trovare molto faticosa, e talora impossibile, la concentrazione su qualunque attività la necessiti. Frequentemente si manifesta una notevole incapacità decisionale che unita alla mancanza di energia ed di piacere per ogni aspetto della vita, spinge all’inattività più o meno completa.
I pensieri legati alla morte possono accompagnare gran parte della giornata del soggetto depresso, unitamente a pensieri di tipo suicidario.
Il quadro generale rende ovviamente compromesso il funzionamento sociale e lavorativo.
I sintomi precedentemente descritti posso anche far parte di problematiche di tipo fisico, ad esempio l’ipertiroidismo, oppure possono essere indotti dall’abuso di una sostanza o ancora essere la normale reazione da lutto. Sarà ovviamente compito del terapeuta fare un’accurata diagnosi differenziale.

IL DISTURBO DISTIMICO

Il Disturbo Distimico prevede un umore prevalentemente depresso quasi tutti i giorni per un periodo di due anni. Quando depresso il soggetto presenta la stessa sintomatologia descritta per il Disturbo Depressivo Maggiore. La distimia e il Disturbo Depressivo Maggiore si differenziano essenzialmente per la durata, molto più estesa nel caso della Distimia. La distimia può talvolta essere preceduta da un episodio depressivo maggiore, a cui segue una totale remissione sintomatologica e successivamente la distimia. Dopo i primi due anni di malattia possono sovrapporsi alla distimia anche episodi di Disturbo Depressivo Maggiore e in questo caso si procede con doppia diagnosi. Anche nella distimia il funzionamento generale del soggetto è più o meno gravemente compromesso a seconda dei casi.

TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE DEL DISTURBO DEPRESSIVO

Il trattamento cognitivo durante l’episodio depressivo mira soprattutto all’interruzione del rimuginio tipico della dimensione depressiva. Si tratta del costante lavorio della mente su contenuti negativi, talvolta realistici ma esasperati, altre volte del tutto irrazionali. Il rimuginare instaura un circolo vizioso che va spezzato, in quanto il costante pensare è determinato dal tono dell’umore basso e contribuisce ad abbassarlo, così più l’umore è basso, più il soggetto rimugina e viceversa. Vengono quindi utilizzate tecniche di ristrutturazione cognitiva sui contenuti di pensiero, di problem solving là dove ci siano pensieri rivolti a reali difficoltà da risolvere e tecniche di controllo della propria mente.
Il soggetto viene poi guidato dal terapeuta verso una progressiva ripresa delle attività quotidiane, partendo dalle più basilari (ad esempio alzarsi, lavarsi, uscire 10 minuti) fino ad arrivare ad attività più ricreative e lavorative.
A terapia ultimata si passa alla prevenzione delle ricadute tramite varie strategie, più classiche o più innovative come la Mindfulness-Based Cognitive Therapy, che si basa sull’aumento della consapevolezza dei propri segni di ricaduta.

DISTURBO BIPOLARE I

Il Disturbo Bipolare I è caratterizzato da uno o più episodi maniacali o misti. L’episodio maniacale è definito come un periodo di almeno una settimana di umore elevato o molto irritabile accompagnato da almeno tre dei seguenti sintomi: autostima esagerata, minore bisogno di sonno, maggiore loquacità, sensazione che le idee si succedano le une alle altre a gran velocità, eccessiva distraibilità, aumento dell’attività in campo lavorativo, scolastico o ricreativo con eccessi comportamentali ad esempio nello shopping o nel gioco d’azzardo ed infine agitazione psicomotoria.
Tale quadro sintomatologico compromette il funzionamento lavorativo o sociale e talvolta è talmente grave, anche per la possibile presenza di manifestazioni psicotiche (deliri o allucinazioni) da richiedere l’ospedalizzazione.
L’episodio misto prevede sia l’episodio maniacale che l’episodio depressivo maggiore, quasi ogni giorno per almeno una settimana.
Il Disturbo Bipolare è caratterizzato dal succedersi delle varie polarità del tono dell’umore, dall’episodio depressivo maggiore a un episodio maniacale o misto, da un episodio maniacale o misto a un episodio depressivo maggiore. Può esserci un intervallo asintomatico tra l’alternanza dei due episodi di opposta valenza.
Il Disturbo Bipolare può avere un andamento stagionale ossia può manifestarsi in particolari periodi dell’anno (tipicamente autunno e primavera), o un andamento a cicli rapidi, ossia il soggetto presenta almeno quattro episodi di alterazione del tono dell’umore nell’arco di un anno.

DISTURBO BIPOLARE II

Il Disturbo Bipolare II è caratterizzato dall’alternanza di uno o più episodi depressivi maggiori e da uno o più episodi ipomaniacali. Un episodio ipomaniacale presenta le medesime caratteristiche sintomatologiche dell’episodio maniacale descritto nel Disturbo Bipolare I, ma non vi sono manifestazioni psicotiche né compromissione del funzionamento lavorativo o sociale del soggetto.

DISTURBO CICLOTIMICO

Il Disturbo Ciclotimico è caratterizzato dalla presenza per almeno due anni di numerosi episodi ipomaniacali e di numerosi periodi in cui si evidenzia una sintomatologia depressiva, che però non soddisfa i criteri diagnostici dell’episodio depressivo maggiore. Nel corso dei due anni il soggetto non rimane in uno stato asintomatico per più di due mesi alla volta. Dopo i primi due anni si possono manifestare episodi maniacali o misti (doppia diagnosi: Disturbo Bipolare I e Disturbo Ciclotimico) o episodi depressivi maggiori (doppia diagnosi: Disturbo Bipolare II e Disturbo Ciclotimico). Anche in questo caso si assiste ad una compromissione significativa del funzionamento lavorativo o sociale del soggetto.

TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE DELLE ALTERAZIONI CICLICHE DEL TONO DELL’UMORE.

Il trattamento non può prescindere da una adeguata psicoeducazione relativa al disturbo rivolta al paziente e ai suoi familiari, in modo tale che ne conoscano le fasi e sappiano come meglio gestirle.
Si lavora anche sull’adesione al trattamento farmacologico, essenziale e talvolta impegnativo in questo genere di disturbo.
Attenzione particolare viene posta alla qualità della vita, regolarizzando i ritmi biologici sonno-veglia, imparando tecniche di rilassamento e di mindfulness e mettendo in atto uno stile di vita che possa aiutare il paziente nelle varie fasi di vita che sta attraversando.
Si lavora inoltre in senso preventivo sulla capacità di percepire i primi segni di viraggio del tono dell’umore e si procede verso la ristrutturazione cognitiva dei pensieri disfunzionali riguardanti se stessi, il disturbo e la vita in generale, con particolare attenzione a vissuti di frustrazione e vergogna per la condizione patologica che il soggetto vive.