La seguente trattazione dei disturbi d’ansia riprende a grande linee e in modo del tutto riassuntivo la sintomatologia descritta nel DSM-IV-TR (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth American Psychiatric Association, 2000. Edition, Text Revision.Edizione Italiana: Masson, Milano) che è un sistema nosografico per i disturbi mentali utilizzato per la diagnosi clinica e per la ricerca scientifica da psichiatri e psicologi di tutto il mondo.
La descrizioni che seguono danno indicazioni di massima sia sui disturbi che sul trattamento. Diagnosi e terapia fanno parte di un lavoro psicoterapeutico da sviluppare in sede adeguata.

 DISTURBI D’ANSIA

Secondo il DSM IV i disturbi d’ansia si suddividono in: disturbo da attacchi di panico, fobia sociale, fobie semplici, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo post-traumatico da stress, disturbo acuto da stress, disturbo d’ansia generalizzato.

 DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO

Gli attacchi di panico sono intense manifestazioni di ansia accompagnate da sintomi quali tremori, tachicardia, fame d’aria, sudorazione, nausea, dolore al torace, sensazione di svenimento, parestesie, vampate di calore o di freddo, depersonalizzazione (sensazione di non essere più gli stessi) o derealizzazione (sensazione che la realtà non sia più la stessa), paura di morire, paura di impazzire, paura di comportarsi in modo imbarazzante davanti agli altri. Il disturbo è caratterizzato dalla paura successiva al primo attacco che se ne verifichino altri. Tale paura induce il soggetto a mettere in atto una serie di evitamenti che rendono difficoltosi gli spostamenti e la frequentazione di luoghi o persone. Talvolta si cerca la sicurezza di essere soccorsi nel farsi accompagnare da un parente, condizione questa che crea rapporti di dipendenza e scarsa autonomia del soggetto e ne invalida notevolmente la quotidianità. Gli attacchi di panico possono avere una frequenza e una durata del tutto variabile. In linea di massima durano comunque pochi minuti e solo raramente si protraggono per ore. Possono essere scatenati da situazioni specifiche, come ad esempio guidare in galleria, o comparire in modo del tutto inaspettato e non dipendente da alcuna condizione esterna.

  PSICOTERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE DEL DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO

La psicoterapia si snoda principalmente sulle tre componenti del disturbo: ristrutturare i pensieri catastrofici, l’acquisizione di tecniche di rilassamento, l’esposizione graduale alle situazioni normalmente evitate dal soggetto.
Per quanto riguarda il primo punto, le idee catastrofiche sulle possibili conseguenze di un eventuale attacco di panico (paura di morire, di perdere il controllo, di impazzire o di fare cose imbarazzanti) vanno ridimensionate perché inducono ansia anticipatoria e consolidano l’evitamento.
Il secondo punto prevede l’apprendimento di varie tecniche di rilassamento che possano abbassare il livello di ansia durante l’attacco e diano al soggetto la possibilità di gestirlo attivamente.
L’esposizione infine è una tecnica comportamentale che prevede l’interruzione graduale del processo di evitamento.

 LE FOBIE

La fobia è caratterizzata dall’evitamento dell’oggetto fobico o della situazione che spaventa. Tale evitamento interferisce con le normali attività del soggetto. La condotta di evitamento è dettata da una sovrastima del pericolo e l’individuo ne riconosce la componente irrazionale.

 FOBIE SPECIFICHE

Le fobie specifiche sono paure ingiustificate, causate dalla presenza o dall’aspettativa di essere in presenta dell’oggetto fobico o in una situazione che spaventa il soggetto. Le fobie più frequenti riguardano animali, ambienti naturali (tempeste, acqua, altezze), situazioni specifiche (es: luoghi chiusi, aeroplani) malattie, ferite e morte o di altro tipo, come ad esempio la paura di soffocare o vomitare. L’esposizione allo stimolo ansiogeno provoca una immediata reazione d’ansia che può sfociare in un attacco di panico.

 AGORAFOBIA

L’agorafobia è la paura di trovarsi in situazioni da cui non sarebbe facile allontanarsi nel caso di un attacco di panico o situazioni in cui potrebbe non esserci nessuno che può soccorrere in caso di un attacco di panico (attacchi di panico con agorafobia) o nel caso di malesseri di vario genere, come svenimenti, incontinenza urinaria o intestinale, depersonalizzazione o derealizzazione, vomito, problemi cardiaci.
Le paure agorafobiche riguardano tipicamente situazioni quali, essere in mezzo alla folla o in coda, viaggiare in autobus, treno o macchina, essere su un ponte.

 FOBIA SOCIALE

La fobia o ansia sociale è la paura di una o più situazioni sociali in cui il soggetto è passibile di giudizio da parte degli altri e in cui egli teme di manifestare sintomi ansiosi mettendosi quindi in una condizione di imbarazzo o di umiliazione.
La situazione temuta scatena una reazione d’ansia che può arrivare fino all’attacco di panico.
La paura è riconosciuta come esagerata dal soggetto che la prova.
Come in tutte le fobie, viene evitata la situazione sociale che scatena l’ansia, riducendo così le relazioni con il prossimo.

 TRATTAMENTO COGNITIVO COMPORTAMENTALE DELLE FOBIE.

Il trattamento delle fobie prevede:

  • La ristrutturazione cognitiva delle paure, ossia la razionalizzazione dei timori secondo esami di realtà più funzionali. A tal scopo si prendono in esame le situazioni fobiche e si esplorano con il paziente le componenti mentali che emergono. Possono emergere contenuti psichici che risalgono ad un senso di insicurezza più profondo, soprattutto nella fobia sociale, dovuto ad esperienze di umiliazione infantili. In questo caso, si utilizzano tecniche terapeutiche atte alla scomparsa o maggior gestione del senso di inadeguatezza.
  • L’esposizione alle situazioni temute sempre con gradualità e secondo i bisogni e le possibilità del soggetto.
  • L’acquisizione di tecniche di rilassamento.

 DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATO

Il disturbo d’ansia generalizzato consiste in preoccupazioni eccessive e costanti riguardanti tematiche come ad esempio la propria morte o una serie di situazioni talvolta prestazionali a livello lavorativo o scolastico. L’ansia si manifesta con un quadro sintomatologico che prevede: irrequietezza, scoppi d’ira, impazienza, affaticabilità, difficoltà di concentrazione e deficit di memoria, irritabilità, tensione psicofisica, insonnia o sonno non ristoratore.

 TERAPIA DEL DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATO

La terapia si snoda sulla raccolta dei pensieri catastrofici tramite appositi diari, su cui vengono registrati i pensieri disfunzionali nelle varie situazioni in cui compaiono e le risposte emotive e comportamentali che seguono ad essi. Il paziente impara poi a sostituire tali pensieri che acuiscono l’ansia con pensieri alternativi.
Anche in questo caso viene insegnata una tecnica di rilassamento che possa abbassare l’attivazione psicofisica caratteristica del disturbo.

 IL DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

Il disturbo ossessivo –compulsivo ha due componenti, le ossessioni e le complulsioni. Le ossessioni sono pensieri o immagini ricorrenti vissuti dal soggetto come inappropriati e che causano al loro comparire uno stato di ansia più o meno marcato. Le ossessioni possono essere preoccupazioni eccessive per problemi reali o possono avere connotazioni più fantasiose, ma il soggetto ne riconosce l’esagerazione implicita in essi e le vive come prodotti della propria mente. Alla comparsa di tali pensieri, segue il tentativo di sopprimerli con altri pensieri o azioni.
Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi come ad esempio controllare, riordinare, lavarsi, o azioni mentali, come pregare, contare, ripetere mentalmente determinate parole o fras. Il soggetto si sente costretto a compiere le compulsioni dopo la comparsa dell’ossessione e lo fa seguendo regole precise, a cui si attiene con molto rigore.
Tali comportamenti hanno lo scopo di far diminuire l’ansia, associando ad essi la possibilità che l’evento temuto non accada, più o meno come fossero riti scaramantici. Essi spesso non sono collegati realisticamente alle situazioni temute o se lo sono, risultano eccessivi rispetto allo scopo.
Le ossessioni e le compulsioni fanno frequentemente perdere molto tempo al soggetto per la loro esecuzione, tanto da interferire con le normali attività quotidiane come ad esempio recarsi puntuali al lavoro.

 PSICOTERAPIA DEL DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

La psicoterapia del disturbo ossessivo-compulsivo si basa in prima battuta sulla tecnica della esposizione con prevenzione della risposta, ossia l’esposizione alle situazioni che scatenano le ossessioni e le compulsioni, in genere evitate dal soggetto e sull’interruzione dell’emissione delle compulsioni, sempre in modo graduale. Contemporaneamente si trattano le ossessioni nel loro significato specifico per il soggetto e si toglie loro forza e credibilità tramite apposite tecniche cognitive.

 DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS

Il disturbo post-traumatico da stress subentra come conseguenza di un evento traumatico che implica morte o lesioni fisiche proprie o altrui, o una minaccia di morte o ferimento, vissuto dal soggetto con terrore e sentimento di impotenza.
L’evento traumatico torna alla mente con sogni ricorrenti, con ricordi intrusivi che si manifestano sottoforma di pensieri, immagini o percezioni, con reazioni fisiologiche e disagio psicologico conseguenti all’esposizione a situazioni che in qualche modo richiamano l’evento originario ed infine con allucinazioni o flashback che fanno rivivere in modo vivido l’esperienza traumatica.
Il soggetto cerca tipicamente di evitare pensieri e conversazioni che riguardano il trauma ed evita azioni, situazioni e persone che hanno una qualche attinenza con il trauma o ne evocano il ricordo.
Talvolta risulta impossibile ricordare qualche elemento connesso al trauma.
Diminuiscono la partecipazione emotiva e l’interesse verso attività che prima venivano dal soggetto apprezzate e ne consegue una generale apatia. Anche la sfera affettiva viene compromessa, impedendo al soggetto di provare sentimenti positivi verso gli altri e facendolo sentire estraneo e distaccato.
Diminuisce la prospettiva del futuro, spariscono le ambizioni e l’aspettativa di poter avere una vita normalmente intesa (matrimonio, figli, lavoro).
Può infine manifestarsi insonnia, irritabilità, distraibilità e ipervigilanza.

 DISTURBO ACUTO DA STRESS

Il disturbo acuto da stress presenta la medesima sintomatologia del disturbo post-traumatico, cambia solo la durata che va da pochi giorni a massimo un mese, rispetto al mese inteso come durata minima del disturbo post-traumatico. Il disturbo acuto da stress presenta sintomi dissociativi, quali l’amnesia dissociativa riguardate dati personali o l’evento traumatico stesso, la fuga dissociativa, ossia l’allontanamento dal luogo di residenza senza ricordarlo e senza ricordare il proprio passato, la depersonalizzazione e la de realizzazione, descritte già in altri disturbi d’ansia.

 PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE DEL DISTURBO POSTRAUMATICO DA STRESS

Vista la complessità sintomatologica del disturbo, la terapia riguarda numerose componenti. In prima battuta si insegna al paziente ad affrontare lo stato di attivazione psicofisica che emerge in concomitanza a esperienze sia mentali che reali che fanno rivivere il trauma. A tal scopo si utilizzano tecniche in grado di abbassare l’attivazione generale dell’individuo, come il controllo del respiro o il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson. La terapia cognitiva interviene invece per dare al paziente un maggior controllo sui pensieri intrusivi traumatici e sulla tendenza a rimuginare su di essi e successivamente ci si concentra sulla modificazione di idee irrazionali o eccessive circa ad esempio la propria vulnerabilità o la pericolosità del mondo esterno. Si valuta inoltre la riorganizzazione delle giornate del paziente e là dove serve un progressivo reinserimento sociale, tramite il miglioramento delle abilità sociali e comunicative. Il paziente viene poi gradualmente esposto alle situazioni che evita per paura del ripresentarsi dei sintomi, fino a che non si raggiunge una normale routine quotidiana e la possibilità di vivere senza grosse limitazioni. Ulteriore tecnica utilizzata per il superamento del trauma è l’EMDR (Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari), che si basa su un processo neurofisiologico attivato in seduta attraverso la stimolazione alternata degli emisferi cerebrali e che induce l’elaborazione accelerata dei contenuti traumatici. Per saperne di più www.emdritalia.it